Il regista marchigiano, statunitense di adozione, si racconta in occasione del passaggio del suo film I Dannati al festival di Cannes. «Affronto la diatriba tra bene e male, la mascolinità e la sua iper rappresentazione, una ricerca sulle radici dei conflitti del Paese in cui vivo da 24 anni. Un paese che annaspa. Ho portato via i miei figli dal Texas per New York. Ci sono due Americhe a velocità diverse»
Dopo The Other side (2015), Roberto Minervini è tornato in concorso al festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard con I Dannati, un primo film di finzione che ci catapulta all'epoca della Guerra di Secessione americana, in compagnia di una pattuglia di volontari in missione nelle aride terre inesplorate dell’Ovest degli Stati Uniti. Un anti western esistenziale che va a scavare nelle radici profonde dell'America sempre più inquietante di oggi


