La decisione farà discutere. Alla Clarksville High School, nell’omonima cittadina dell’Arkansas (poco più di 9mila abitanti), insegnanti e funzionari scolastici – in tutto venti persone – potranno portare la pistola durante le lezioni. La legge statale, infatti, permette di introdurre armi in classe se il docente ha seguito un corso di formazione di almeno 53 ore, a seguito del quale può essere considerato a tutti gli effetti una “guardia”. Il distretto scolastico ha stanziato anche 1.100 dollari a testa affinché ogni partecipante al corso possa acquistare pistola e fondina.
Ovviamente non mancano le polemiche. Il via libera aller armi nelle scuole arriva sull’onda della paura per la strage nella scuola elementare di Newtown, in Connecticut, avvenuta lo scorso dicembre, dove un ventenne uccise 26 persone, di cui 20 bambini. Tra i critici invece, oltre al dipartimento dell’Istruzione, secondo cui andrebbero assunte guardie professioniste, c’è anche Donna Morey, ex presidente della Arkansas Education Association, che considera terribile l’idea di armare gli insegnanti: “I professori – spiega – dovrebbero pensare all’istruzione gli studenti, non alle armi”.
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"Siamo inondati dalle immagini di Hollywood e da una visione del mondo filtrata attraverso lo sguardo yankee. Poi vai negli USA e ti accorgi che la realtà è diversa da come gli americani la raccontano, il che ti fa pensare che il modo in cui vogliono essere visti sia lo specchio di un disagio rispetto a quello che effettivamente sono" (A. Dominik, regista australiano)
mercoledì 31 luglio 2013
DIRITTI UMANI E RISARCIMENTO. ANGELA GERACI, Dimenticato in una cella per quattro giorni Studente risarcito con 4 milioni di dollari, IL CORRIERE DELLA SERA, 31 luglio 2013
L'incubo di Daniel Chong, 25 anni: senza acqua, cibo e bagno in una stanza senza finestre. Il governo Usa ora paga i danni
USA E REATI SESSUALI. FEDERICA SENEGHINI, «Miracle Village», il paese in mezzo al verde dove uno su due ha commesso un reato sessuale, IL CORRIERE DELLA SERA, 31 luglio 2013
La comunità fondata nel 2009 in Florida:
«10-20 nuove richieste ogni settimana»
Visto dal satellite, «Miracle Village» è un rettangolino circondato dai campi di canna da zucchero. Un ritaglio in mezzo al verde fatto di una manciata di strade, su cui si affacciano in modo ordinato piccole case bianche munite di giardinetto, con tanto di bandiera a stelle e strisce che sventola al sole del sud della Florida. Palme e prati all'inglese. Una controversa oasi di tranquillità dove vivono appena 200 persone. Metà degli abitanti, infatti - uno su due -, ha commesso un reato sessuale: esibizionisti o colpevoli di crimini orrendi legati alla pornografia minorile. C'è chi ha fatto sesso con minorenni e chi ha molestato i suoi figli. Insegnanti o allenatori sportivi. Ventenni o padri di famiglia. Dopo il carcere, hanno tutti trovato un posto dove vivere a «Miracle Village».
SEGRETI USA SVELATI. STEFANIA MAURIZI, Manning morirà in carcere, L'ESPRESSO, 31 luglio 2013
Centotrentasei anni. E' questa la pena che rischia l'ex analista dell'intelligence Usa, Bradley Manning, fonte di WikiLeaks, dopo che ieri il giudice della corte marziale, Denise Lind, lo ha riconosciuto colpevole di ben venti dei ventidue capi d'imputazione che pendevano sulla sua testa. Il verdetto è stato emesso ieri, ma la sentenza vera e propria richiederà settimane, perché a partire da oggi alle quindici e trenta (ora italiana) la corte marziale si riunirà per la cosiddetta 'sentencing phase' che porterà al giudizio finale, ma che richiederà ancora molti giorni, visto che in questa fase verranno sentite decine di testimoni dell'accusa e della difesa, come ha scritto ieri il New York Times.
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