È come aspettare il risultato di una biopsia, aveva scritto Michelle Goldberg sul “New York Times” il 2 novembre. Il risultato è arrivato, e se il paziente non è morto, certo manda uno strano odore. Proprio il giorno delle elezioni, un amico dall’Italia mi ha chiesto se gli potevo riassumere la situazione. All’incirca, questo è quello che gli ho scritto (senza nessun senno di poi):
“Kamala Harris ha condotto una campagna con contenuti abbastanza blandi ma, data la polarizzazione già presente e la sua entrata tardiva, non poteva permettersi di essere troppo esplicita. In una situazione del genere, qualunque proposta fai, ci sarà sempre qualcuno che ti trova troppo a sinistra o troppo a destra. Qualunque cosa dici, sbagli.


