L’immagine più emblematica della nuova escalation è stata catturata giovedì da un fotografo del Washington Post: le note del briefing ormai quotidiano con la stampa di Donald Trump su cui il prefisso “corona” era stato cancellato con una croce e sostituito dall’aggettivo “cinese”. Perché, nella retorica sempre più aggressiva del presidente americano (e del suo staff), non si tratta tanto del “coronavirus”, quanto del “virus cinese”, con origine nel Paese asiatico e da lì lasciato colpevolmente diffondersi.
"Siamo inondati dalle immagini di Hollywood e da una visione del mondo filtrata attraverso lo sguardo yankee. Poi vai negli USA e ti accorgi che la realtà è diversa da come gli americani la raccontano, il che ti fa pensare che il modo in cui vogliono essere visti sia lo specchio di un disagio rispetto a quello che effettivamente sono" (A. Dominik, regista australiano)
giovedì 9 aprile 2020
mercoledì 1 aprile 2020
lunedì 6 gennaio 2020
CLASSE OPERAIA SINDACATO E SCIOPERO NEGLI USA OGGI. F. MOMETTI, La solitudine operaia nel corrotto crepuscolo del sindacato dell’auto negli USA, CONNESSIONI PRECARIE, 27 dicembre 2019
Che cosa si è ottenuto scioperando 40 giorni di fila contro un’azienda multinazionale il cui secondo maggior azionista è il sindacato che ha indetto lo sciopero? La domanda è legittima. Se la sono posta, su Facebook, alcuni operai della General Motors (GM) americana guardando l’accordo contrattuale sottoscritto dal sindacato United Auto Workers (UAW) alla fine di ottobre.
mercoledì 2 ottobre 2019
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