mercoledì 18 febbraio 2026

IDEOLOGIA MAGA. IL DISCORSO DI MARCO RUBIO. TOCCI N., Quel messaggio insidioso di Rubio all’Europa, LA STAMPA, 18.02.2026

 Nulla è andato drammaticamente storto nei rapporti transatlantici alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco (Msc). Dopo lo choc dell’edizione dello scorso anno, quando il vicepresidente statunitense JD Vance sferrò un attacco frontale all’Europa, il tono apparentemente più conciliante del segretario di Stato Marco Rubio è stato accolto da molti ascoltatori europei come rassicurante. Ma il messaggio che l’amministrazione Trump sta inviando all’Europa oggi è davvero diverso da quello dell’anno scorso?


Un anno fa, Vance accusò il Vecchio continente di essersi arreso alla presunta tirannia dei “liberal” e di aver perso di vista i legami culturali tra le due sponde dell’Atlantico. Il suo attacco aveva lasciato perplessi gli europei, che, pur spesso inclini a concentrarsi sui propri problemi, non considerano le restrizioni alla libertà di espressione tra le principali preoccupazioni. Il vicepresidente Usa aveva anche choccato il continente denunciando i presunti «nemici interni» woke, appoggiando al tempo stesso i nazionalisti di estrema destra in tutta Europa. Il trauma era stato così profondo che, un anno dopo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz non ha usato mezzi termini nel suo discorso di apertura alla Msc di quest’anno, dichiarando che la battaglia del mondo Maga («Make America Great Again») non è quella dell’Europa.

Molti temevano un nuovo dramma transatlantico, ma speravano in un messaggio di rassicurazione, soprattutto visto che la rappresentanza dell’amministrazione statunitense è stata affidata stavolta al suo volto diplomatico. Gli europei, desiderosi di solidarietà transatlantica, hanno scelto di trovarla nel discorso di Marco Rubio. Il segretario di Stato ha infatti celebrato il patrimonio culturale, la storia e la religione condivisi dall’Occidente, affermando che Washington non è interessata a gestire il declino dell’Occidente, ma determinata a guidarne una rinascita civilizzatrice.

Tuttavia, sotto la superficie, il discorso di Vance dello scorso anno e quello di Rubio di quest’anno sono due facce della stessa medaglia. Il messaggio di Vance era diretto, offensivo, persino grottesco. In un momento in cui la democrazia sta arretrando in gran parte del mondo, sostenere che il problema principale dell’Europa sia la mancanza di libertà di espressione è semplicemente assurdo. Il messaggio di Rubio è stato più sottile, ma la sostanza non cambia: Europa e America dovrebbero essere definite da valori etnopolitici di cultura, tradizione e religione. Il fatto che l’Europa sia anche stata la culla di nazionalismo, razzismo, fascismo e colonialismo non sembra essere motivo di imbarazzo. L’Europa pensava di aver voltato pagina, definendosi in opposizione al proprio passato, abbracciando valori civici e illuministi come democrazia, diritti umani, stato di diritto, multilateralismo e integrazione, e rifiutando il flagello del nazionalismo. Ma il nazionalismo è celebrato dai Maga, mentre l’ordine basato sulle regole non solo è morto, come riconoscono gli stessi leader europei, ma è considerato addirittura «stupido», secondo Rubio.

Se la civiltà occidentale deve essere coltivata, ma le regole no, la visione delineata da Rubio è fondamentalmente quella di un impero. Le Americhe e l’Europa sono unite da tradizione e religione. Le loro forze nazionaliste combattono insieme globalismo, «cancel culture» e la presunta cancellazione di ivilità causata dalla migrazione. Ma il «secolo occidentale» voluto da Washington sarà contraddistinto dal potere crudo, esercitato innanzitutto all’interno dell’impero stesso dai forti – gli Stati Uniti – contro i deboli: gli Stati europei, divisi tra loro, e i Paesi dell’America Latina. All’interno dell’impero possono e devono esistere istituzioni, a partire dalla Nato. Ma l’intenzione degli Stati Uniti è chiara: voi pagate (il che è giusto), ma siamo sempre noi a decidere (il che non lo è). Ci saranno altri imperi nel mondo, tra cui Russia e Cina, e l’impero americano competerà con loro. Tuttavia, è anche pronto a collaborare, forse persino a colludere, soprattutto se il prezzo della collusione sarà pagato dai suoi sudditi coloniali.

Il messaggio di Rubio è più sofisticato di quello di Vance perché più strategico e meno provocatorio. Ma è altrettanto pericoloso, se non di più, proprio perché ha abbassato la temperatura transatlantica e instillato in Europa un falso senso di calma. Se gli Stati Uniti sono guidati da una visione imperiale in cui non si fanno carico dei costi ma continuano a prendere le decisioni, e se i loro interessi divergeranno da quelli dell’Europa – con Washington che non considera la Russia di Putin una minaccia alla propria sicurezza nazionale –, gli europei dovrebbero riporre le loro speranze di sicurezza esclusivamente in una Nato europeizzata? Un pilastro europeo nella Nato è senz’altro la strada più efficace per un’Europa sicura con meno America. È certamente molto più realizzabile della difesa europea. Ma da sola non può garantire la sicurezza europea se gli Usa perseguono la loro attuale traiettoria nazionalista e imperiale. Se gli europei si lasciano cullare da un falso senso di rassicurazione mentre escono dall’affollato hotel Bayerischer Hof di Monaco, rischiano di cadere dritti nella trappola che l’America dei Maga ha teso loro.

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