giovedì 2 aprile 2026

GUERRE AMERICANE E ETA' DELLA PIETRA. STABILE G., Perché le guerre umanitarie finiscono tutte con un “li riporteremo all’età della pietra”. LA STAMPA, 2.04.2026

 E alla fine, puntuale come un orologio svizzero, è arrivato il “li riporteremo all’età della pietra”. Il posto che “gli spetta”, ha aggiunto di suo Donald Trump, riferito all’Iran. L’espressione è il segnale del raggiungimento di un certo stadio, di solito verso la fine, in tutte le guerre americane.


L’idea di bombardare un Paese finché non rimanga nulla in piedi, con la gente costretta a scaldarsi davanti a un fuoco nei bivacchi, è stata coniata dal generale dell’aeronautica statunitense Curtis LeMay nel 1945, quando Tokyo e le altri principali città giapponesi venivano ridotte in cenere per indurre l’imperatore Hirohito alla resa. Poco dopo ci avrebbero pensato un paio di atomiche. LeMay la ritirò fuori con maggiore enfasi e clamore nel 1968, al culmine della battaglia in Vietnam, dopo l’offensiva del Tet e quando il presidente Johnson si era messo a negoziare di nascosto con Hanoi: «Dobbiamo bombardarli back to the stone age», distruggere «le loro fabbriche, i porti, i ponti, le centrali elettriche». Ricorda qualcosa di questi giorni.

Il Vietnam è interessante perché, anche se su scala temporale molto più diluita, ha percorso la stessa strada di questa guerra. Lo stesso Johnson aveva spiegato e giustificato l’intervento, nel 1964, come un tentativo non solo di fermare l’avanzata comunista ma soprattutto di portare quel popolo “nel Ventesimo secolo”, cioè tra le società civili e progredite. Ma i Vietcong si erano rivelati un boccone piuttosto duro da digerire, contro ogni aspettativa. L’aiuto russo e cinese aveva tenuto in piedi il Nord, Hanoi non si era piegata ai bombardamenti convenzionali, i sostenitori della guerra esibivano nelle città americane i cartelli “Nuke them”.

L’opzione nucleare non era menzionata nei discorsi ufficiali, come invece hanno fatto Putin e Medvedev con l’Ucraina. Però. In qualche modo il nemico, quando continua a resistere, andrà portato all’età della pietra. L’espressione è stata poi usata da Bush nel 2001 contro il Pakistan, quando si rifiutava di dare appoggio logistico alla campagna in Afghanistan. E poi per lo stesso Afghanistan, Libia, Yemen. E da Israele più volte nei confronti del Libano, l’ultima nell’autunno del 2024. La morale è identica. Credere che un Paese sia bombardato per il suo bene è come credere ai regali della Befana nella calza. Arrivano solo pezzi di carbone incandescenti.


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