martedì 2 agosto 2016

PRESIDENZIALI 2016. IL CASO D. TRUMP. R. ZIMLER, Usa, Trump ha successo perché siamo tutti più scemi, L'ESPRESSO, 1 agosto 2016

Un anno fa ho tenuto una conferenza sull’importanza della narrazione e per dimostrare la mia tesi sull’infantilizzazione del cinema americano ho fatto una ricerca sui primi film in classifica nel 2014. Ecco i maggiori successi di quell’anno: “Capitan America”, “X-Men”,“Guardiani della Galassia”, “Interstellar”, “Cattivi vicini” “Tartarughe Ninja”. Oggi, quasi tutti i film che ottengono i maggiori incassi in America sono rielaborazioni di fumetti, commedie adolescenziali 
e fanta-western. O si basano 
su trame sciocche, stereotipate (il bene supremo contro il male implacabile). Spesso, come nel film “Lego Movie” sembra che siano state scritte per vendere giocattoli ai bambini.

martedì 12 luglio 2016

VIOLENZA DISEGUAGLIANZA RAZZISMO DOPO OBAMA. M. BOZZI SENTIERI, Il male americano, ARIANNA EDITRICE, 12 luglio 2016

Non è una bella America quella che Barack Obama consegnerà, tra pochi mesi, al suo successore.
La recente strage di poliziotti bianchi, a Dallas, ad opera di un afroamericano reduce dell’Afghanistan, è diventata la classica punta d’iceberg della grave crisi razziale e sociale di un Paese spaccato a metà, segnato da tensioni e da violenze che sembravano riservate agli archivi e alla memoria, dopo  l’elezione, otto anni fa, del primo presidente di colore. Ad uscirne a pezzi è l’idea stessa di un’America finalmente ibrida, fissata nel Presidente-Simbolo, in grado di rappresentare trasversalmente i bianchi ed i neri, le élite intellettuali ed i ceti popolari, le periferie e Wall Street. Obama si trova ad essere  contestato sia dal  nuovo movimentismo dei neri, con in testa il radicale Black Lives Matter (“Le vite dei neri contano”) sia dal candidato repubblicano Donald Trump, che ha buon gioco a parlare di un’America divisa e di un presidente che vive in un “Paese immaginario”.

GUERRE USA NEL MONDO. IRAQ. G. STABILE, Gli Usa inviano altri 560 soldati in Iraq: serviranno nell’attacco a Mosul, LA STAMPA, 12 luglio 2016

Gli Stati Uniti invieranno altri 560 soldati in Iraq. Le truppe, che porteranno il totale degli americani nel Paese a oltre 4600, saranno dislocate nella base aerea di Qayyara, a 65 chilometri a Sud da Mosul, appena riconquistata dall’esercito iracheno.