Distinguiti in ciò che fai, recita l’homepage di LinkedIn, il papà dei social network dedicati al lavoro. Per un manipolo di nuovi arrivati lo slogan va riformulato in senso contrario: più che distinguersi, per lavorare bisogna unirsi a chi ci somiglia.
"Siamo inondati dalle immagini di Hollywood e da una visione del mondo filtrata attraverso lo sguardo yankee. Poi vai negli USA e ti accorgi che la realtà è diversa da come gli americani la raccontano, il che ti fa pensare che il modo in cui vogliono essere visti sia lo specchio di un disagio rispetto a quello che effettivamente sono" (A. Dominik, regista australiano)
martedì 20 settembre 2016
sabato 3 settembre 2016
COLONIZZARE MARTE. E. RE GARBAGNATI, "Per colonizzare Marte iberniamo gli astronauti, LA REPUBBLICA, 2 settembre 2016
ROMA - Colonizzare Marte sarà una delle sfide più difficili per l'umanità. E si stanno raccogliendo idee e progetti che rendano praticabile la conquista del Pianeta Rosso. Da tempo, per esempio, si studia la possibilità di indurre negli astronauti uno stato di ibernazione, da una parte per abbattere i costi delle missioni umane, dall'altra per rendere il lungo viaggio verso Marte più sicuro e molto meno faticoso per gli equipaggi. Benefici che potrebbero gettare le basi per compiere davvero i primi passi su Marte, e che saranno essenziali successivamente per la creazione di un avamposto umano a lungo termine. Almeno è quello che hanno detto in sostanza i membri del team che hanno esposto la loro analisi al 2016 Nasa Innovative Advanced Concepts symposium in corso a Raleigh, in North Carolina.
martedì 23 agosto 2016
ECONOMIA FINANZIARIA MADE IN USA. L. GROSSO, Il broker americano che guadagnava con la morte, L'ESPRESSO, 18 agosto 2016
Fai sottoscrivere un investimento a un malato terminale, aspetti che il destino faccia il suo corso e poi recuperi la plusvalenza. Semplice, pulito, veloce: un sistema tanto cinico quanto perfetto quello messo a punto da Donald "Jay" Lathen, broker newyorkese oggi sotto inchiesta della SEC (Securities and Exchange Commission) l’organismo di vigilanza americano, simile alla nostra Consob, che controlla la regolarità delle operazioni finanziarie.
giovedì 11 agosto 2016
USA KISSINGER CARTER E L'ARGENTINA. S. MOROSI, Kissinger boicottò gli sforzi di Carter per bloccare i massacri di Videla, CORRIERE DELLA SERA, 11 agosto 2016
Jorge Videla, il dittatore dei 30.000 desaparecidos, non sfugge alla categoria arendtiana della «banalità del male». Il tenente generale che guidò la giunta militare argentina negli anni ‘70 (tutto comincia nel 1976 quando un colpo di stato depone la presidente Isabelita Peròn) mise metodicamente in atto un sistematico piano genocidiario, tendente al sequestro di persona, al furto di ogni bene mobile e immobile delle sue vittime, all’assassinio e alla sparizione delle persone. Non agiva da solo, molti sapevano. Tra questi anche Henry Kissinger, il Grande Vecchio della diplomazia statunitense, che «danneggiò i tentativi dell’amministrazione di Jimmy Carter nel contenere la furia assassina del regime argentino, andando a Buenos Aires a parlare in termini positivi della politica contro il terrorismo del generale Jorge Videla (morto nel 2013) e facendo così infuriare Washington». La rivelazione è stata fattasulle pagine del Guardian, grazie a una serie di nuovi documenti, dossier finora segreti, declassaficati lunedì 8 agosto (qui vi abbiamo raccontato le ultime condanne per l’operazione Condor).
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