martedì 20 settembre 2016

PIU' SOCIAL PER TUTTI. G. SCLAUNICH, Medico o insegnante? A ciascuno il suo (social), CORRIERE DELLA SERA, 12 novembre 2014

Distinguiti in ciò che fai, recita l’homepage di LinkedIn, il papà dei social network dedicati al lavoro. Per un manipolo di nuovi arrivati lo slogan va riformulato in senso contrario: più che distinguersi, per lavorare bisogna unirsi a chi ci somiglia.

sabato 3 settembre 2016

COLONIZZARE MARTE. E. RE GARBAGNATI, "Per colonizzare Marte iberniamo gli astronauti, LA REPUBBLICA, 2 settembre 2016

ROMA - Colonizzare Marte sarà una delle sfide più difficili per l'umanità. E si stanno raccogliendo idee e progetti che rendano praticabile la conquista del Pianeta Rosso. Da tempo, per esempio, si studia la possibilità di indurre negli astronauti uno stato di ibernazione, da una parte per abbattere i costi delle missioni umane, dall'altra per rendere il lungo viaggio verso Marte più sicuro e molto meno faticoso per gli equipaggi. Benefici che potrebbero gettare le basi per compiere davvero i primi passi su Marte, e che saranno essenziali successivamente per la creazione di un avamposto umano a lungo termine. Almeno è quello che hanno detto in sostanza i membri del team che hanno esposto la loro analisi al 2016 Nasa Innovative Advanced Concepts symposium in corso a Raleigh, in North Carolina.

martedì 23 agosto 2016

ECONOMIA FINANZIARIA MADE IN USA. L. GROSSO, Il broker americano che guadagnava con la morte, L'ESPRESSO, 18 agosto 2016

Fai sottoscrivere un investimento a un malato terminale, aspetti che il destino faccia il suo corso e poi recuperi la plusvalenza. Semplice, pulito, veloce: un sistema tanto cinico quanto perfetto quello messo a punto da Donald "Jay" Lathen, broker newyorkese oggi sotto inchiesta della SEC (Securities and Exchange Commission) l’organismo di vigilanza americano, simile alla nostra Consob, che controlla la regolarità delle operazioni  finanziarie.

giovedì 11 agosto 2016

USA KISSINGER CARTER E L'ARGENTINA. S. MOROSI, Kissinger boicottò gli sforzi di Carter per bloccare i massacri di Videla, CORRIERE DELLA SERA, 11 agosto 2016

Jorge Videla, il dittatore dei 30.000 desaparecidos, non sfugge alla categoria arendtiana della «banalità del male». Il tenente generale che guidò la giunta militare argentina negli anni ‘70 (tutto comincia nel 1976 quando un colpo di stato depone la presidente Isabelita Peròn) mise metodicamente in atto un sistematico piano genocidiario, tendente al sequestro di persona, al furto di ogni bene mobile e immobile delle sue vittime, all’assassinio e alla sparizione delle persone. Non agiva da solo, molti sapevano. Tra questi anche Henry Kissinger, il Grande Vecchio della diplomazia statunitense, che «danneggiò i tentativi dell’amministrazione di Jimmy Carter nel contenere la furia assassina del regime argentino, andando a Buenos Aires a parlare in termini positivi della politica contro il terrorismo del generale Jorge Videla (morto nel 2013) e facendo così infuriare Washington». La rivelazione è stata fattasulle pagine del Guardian, grazie a una serie di nuovi documenti, dossier finora segreti, declassaficati lunedì 8 agosto (qui vi abbiamo raccontato le ultime condanne per l’operazione Condor).