sabato 24 giugno 2017

LA MELA BACATA 4. COCAINA NEI DOLLARI. E. DI PASQUA, New York, 8 banconote su 10 sono contaminate da cocaina, CORRIERE DELLA SERA, 23 giugno 2017

Forse la cosa più inquietante è quell’80 per cento dei dollari che circolano nella Grande Mela spolverati di cocaina, ovvero otto banconote su dieci. Non manca la morfina, la metanfetamina, l’anfetamina, l’eroina e una vasta gamma di sostanze stupefacenti veicolate dai soldi. E del resto, passando al setaccio la filigrana delle banconote, indagini simili a livello europeo hanno denunciato in passato una percentuale di soldi contaminati ancora più alta (anche perché la carta moneta viene arrotolata e utilizzata per sniffare molte sostanze). Ma il denaro non si limita ad avere contatti con la droga e raccoglie di tutto, dai batteri più di nicchia a frammenti di Dna animale, feci, urina, passando per una vasta gamma di tracce di cibo, tanto da poter intuire, a seconda della zona di New York dove è concentrato, cosa mangia la gente. 
Immagine tratta da www.newyorkfacile.it

PROCESSI DI IDENTIFICAZIONE. IMITARE MELANIA TRUMP. CORRIERE DELLA SERA, 24 giugno 2017


Tutte vogliono assomigliare alla first lady. La nuova tendenza in fatto di chirurgia plastica negli Stati Uniti è proprio questa, cercare di somigliare a Melania Trump. Il dottor Franklin Rose, texano, ha persino ideato un pacchetto ribattezzato “Melania makeover”, un pacchetto di operazioni per cercare di sembrare il più possibile simili alla moglie di Donald Trump. Tra gli interventi riduzione del seno, liposuzione, rinoplastica, lifting agli occhi e ai glutei. Esempio e simbolo di questa nuova tendenza Claudia Sierra, texana e madre di due bambini, che per diventare come Melania si è sottoposta a ben otto interventi, spendendo oltre 50mila euro. Ed ecco com’è diventata. “Melania per me è simbolo di potere e di forza - ha detto - Voglio sentirmi come la first lady che so di essere dentro” 




giovedì 22 giugno 2017

LETTERATURA E SOCIETA'. UN ROMANZO SUGLI STATI UNITI. C. LANGONE, Nel corpo dell'America batte un cuore scorretto, IL GIORNALE, 16 giugno 2017

Mi piace tantissimo Riccardo Ruggeri, classe 1934, che nel suo America. Un romanzo gotico (Marsilio) si scaglia contro le decadenti e saccenti élite occidentali, politiche, economiche, mediatiche, con una libertà mentale che non trovo in commentatori dell'età dei suoi figli se non dei suoi nipoti. Il multiculturalismo è «bieco», il politicamente corretto «una moda idiota», i premi Nobel dell'economia «tronfi e inutili», i Ceo della Silicon Valley «turpi»... Il bello è che l'attacco virulento a ciò che nel libro viene definito Ceo-capitalism non viene da un Alessandro Di Battista, da un comunistoide, da un descamisado, ma da un antico liberale che rimpiange Luigi Einaudi e che è stato proprio Ceo, amministratore delegato, per giunta di una grossa azienda con sede negli Usa (la New Holland, trattori e macchine movimento terra). Pertanto la sua è un'informatissima critica dall'interno, qualcosa di simile all'opera di Tom Wolfe che degli aborriti radical chic era vicino di casa, collega di salotto. La somiglianza è perfino stilistica e onestamente Ruggeri dichiara il proprio debito nei confronti di Hunter Thompson, che di Wolfe si potrebbe considerare il fratello minore e scapestrato.

LA MELA BACATA 3. «Steve Jobs odiava un dipendente Microsoft»: ecco com'è nato l'iPhone, IL MATTINO, 22 giugno 2017

Se l'iPhone esiste, lo si deve al fatto che il fondatore di Apple Steve Jobs odiava un dipendente di Microsoft. A raccontarlo Scott Forstall, papà del sistema operativo iOS di iPhone e iPad, durante un evento al Computer History Museum della California per celebrare i 10 anni del melafonino, entrato in commercio il 29 giugno 2007. «L'iPhone ha avuto un percorso molto tortuoso. Stavamo lavorando al progetto di un tablet, iniziato perché Steve odiava questo tizio di Microsoft», ha raccontato Forstall.