lunedì 18 novembre 2013

CINEMA. DA NEW YORK A WALL STREET. ROCCO E I SUOI FRATELLI ci mostra la Milano degli anni Sessanta, all'alba del primo boom economico italiano.

La rassegna sulla società urbana, dopo i film di Scorsese sul "mito di fondazione" di New York e sul fascino corruttore della metropoli secondo Dassin, punta, ora, la sua attenzione sull'Italia fra gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta del 1900. Si tratta di un periodo storico importante per la società italiana che vede decollare proprio in  quegli anni il suo primo boom economico ed importare dagli USA molti dei suoi miti. Il cinema italiano è pronto ad accogliere la sfida e documenta in modi efficaci questa trasformazione. Così è per il film di Luchino Visconti ROCCO E I SUOI FRATELLI (1961), la storia di una famiglia lucana che tenta la fortuna a Milano. Anticipiamo qui il dialogo-discorso ideologico fra Ciro e Luca con il quale praticamente si conclude il film.


Alla fine del dialogo puoi vedere la sequenza filmata corrispondente

Ciro: “Avanti, parla, che cosa sei venuto a fare?”

Luca: “ Sono venuti a pjarlo stamattina, a’ e’ sette, l’hanno trovato su in terrazza, nascosto nello stanzino dentro i cassoni dell’acqua…erano tre notti che durmja là…dovresti essere contento visto che lo volevi denunciare… e mo’ potrai pure tornare a casa a fa’ o’ padrone”

Ciro: “Quando sarai diventato più grande capirai quanto sei ingiusto con me…quanto siete tutti voi ingiusti con me…nisciunu ha vuluto bene a Simone come ce l’aggio vulutu io…Quando arrivammo a Milano ero un po’ più grande di te e proprio Simone mi spiegava quello che Vincenzo non aveva capito mai…mi spiegava che laggiù au paise i cristiani campano tutti come tante bestie e conoscono solamente la fatica e l’obbedienza. Che invece tutti hanno da campà senza essere servi degli altri e senza scordarsi mai i propri doveri, ma questo Simone se l’è scurdatu e cuscì ha fattu la fine c’ha fattu, la brutta fine…s’è ruvinatu e ha portato la vergogna in mezzo a noi…ha fatto male a Rocco e pure a te: che t’ha insegnato Luca, che sei più piccolo di noi tutti? Simone prima avea radici sane…ma s’è fatto avvelenà da le male piante…e pure sbagliata è la troppa bontà e la generosità di Rocco…Rocco è ‘nu santu ma nel mondo che po fa? Unu come lui che non se vole difende…lui perdona sempre a tutti quanti e invece non sempre bisogna perdonà”

Luca: “Se Rocco tornerà au paese vojo andà co’ lui”

Ciro: “Io non credo che Rocco riuscirà più a turnà au paese…tu si, forse, tu si un giorno, ma che credi di trovare diverso laggiù? Pure au paese nostro la vita cambierà per tutti perché pure laggiù gli uomini se stanno imparanno che u mondu deve cambià”


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