lunedì 25 maggio 2015

CINEMA E SOCIETA'. INCUBO AMERICANO. LOUISIANA. P. P. FESTA, MINERVINI E LA LOUISIANA: "L'AMERICA UN PAESE IMPAZZITO, UNA SOCIETÀ IN CORTO CIRCUITO", FILM.IT, 22 maggio 2015

L'ultima volta lo avevamo visto documentare una comunità che vive secondo i precetti della Bibbia nel capolavoro Stop the Pounding Heart, adesso lasciato il Texas, la macchina da presa di Roberto Minervini si accende di nuovo pronta a passare ai raggi X un altro stato degli USA al fine di smascherarne la vera identità e rivelarne alcune certezze: "si tratta di un Paese in corto circuito". InLouisiana - The Other Side, presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, Minervini passa dalla religione allo sbando totale, catturando nelle sue immagini "veterani in disarmo, adolescenti taciturni, drogati che cercano nell'amore una via d'uscita dalla dipendenza, ex combattenti delle forze speciali ancora in guerra con il mondo, giovani donne e future mamme allo sbando, vecchi che non hanno perso la voglia di vivere".



Il regista si commuove quando Film.it lo incontra a Cannes per parlare dei volti e delle vite che ha raccontato nel suo nuovo film, un progetto che definisce "un atto di coraggio". "Mi ha fatto molto paura avventurarmi nella Louisiana - afferma Minervini - ma era necessario per approfondire un discorso e instaurare un dibattito politico. In questo modo avrei sviscerato la paura cronica delle istituzioni americane e la paranoia in cui vivono certe realtà rese invisibili dai media. Dovevo vincere questa paura".

A giudicare dal tuo film gli USA sono tutt'altro che quel Paese in armonia che ci continuano a raccontare in TV e al cinema...
Certamente, se aveste questa vera percezione significherebbe che queste realtà, così come i quaranta milioni di poveri che ci vivono, sarebbero visibili: allora l'America assumerebbe un'altra faccia. Si toglierebbe la maschera e sarebbe percepita come la Russia della Guerra Fredda, un gigante con le fondamenta di burro.

Hai definito gli USA "Un paese in corto circuito"...
Proprio così, un paese dove notoriamente la comunicazione tra le istituzioni e l'opinione pubblica si è interrotta, dove l'indice di gradimento dei governi - inclusa la presidenza Obama - è ai minimi storici. E non dimentichiamo la ciclicità dell'economia che tra alti e bassi sta spazzando via intere frange della società. L'ultima crisi, quella del mattone, ha distrutto intere fasce sociali. Dunque gli USA sono un Paese in corto circuito, un Paese impazzito. Una nazione senza testa.

Come mai scegliere proprio la Louisiana per raccontare queste cose?
Sono anni che la Louisiana è nella top five degli stati più poveri negli USA. Io lo seguo con attenzione da tempo: è come se fosse il cugino povero del Texas ed è uno stato disastrato da calamità naturali recenti. Mi interessava raccontarne anche la parte del nord, quella al confine con l'Arkansas dove anche i bianchi sono poveri e vivono alla stregua dei neri. Penso che sia lo stato perfetto per rappresentare la fascia centrale degli USA, quella zona in cui tutte le volte si decidono le elezioni presidenziali.

Nel tuo film precedente c'era una scena in cui i protagonisti passavano un pomeriggio a esercitarsi a sparare. Succedeva anche in Boyhood, anche quello ambientato nel Texas : lì le armi venivano un po' romanzate, in Louisiana invece tornano a fare paura...
Si, qui l'arma diventa arma. Può far paura e si smette di sorridere quando si spara o lo si fa in modo provocatorio. Volevo mostrare proprio la consapevolezza delle armi come strumento di possibile difesa.

Da padre di famiglia in America, riesci a immaginare i tuoi figli in quella nazione quando saranno cresciuti? Diciamo tra una decina d'anni?
No, è molto difficile. Ci penso spesso e ancora non riesco a immaginarli così. E' una cosa che mi tocca profondamente e dovrò fare le mie riflessioni al riguardo.

Louisiana - The Other Side, in uscita il 28 maggio, è distribuito dalla Lucky Red.  

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