martedì 13 gennaio 2026

USA SULL'ORLO DELLA GUERRA CIVILE. SIRI S., “Trump sta creando una Gestapo americana”, l’allarme dell’ex sindaca di Minneapolis, LA STAMPA, 13.01.2026

 Trump stesso lo ha ammesso: sta creando un esercito interno di agenti dell'ICE per molestare e perseguitare gli immigrati. È l'equivalente della Gestapo o delle SS nella Germania degli anni '30 e '40». L’ex sindaco di Minneapolis Betsey Hodges non ha dubbi sull’operato del governo federale. Prima cittadina della città dal 2014 al 2018, Hodges ci parla al telefono dal Maryland, dove oggi vive insieme al marito. «Mio padre vive ancora lì. Parte della mia famiglia, i miei amici vivono lì. Sono consapevole di cosa succede», dice.




A sei giorni dall’uccisione di Renee Good, la segretaria della sicurezza interna Kristi Noem ha annunciato ieri l’invio di altri mille agenti dell’Ice a Minneapolis.

Quello che l’amministrazione Trump sta facendo è piuttosto palese, lo sta facendo in Minnesota, ma anche in altre parti del paese: sta sperimentando diverse strategie in diverse città per vedere cosa sia più efficace e cosa funzioni in modo da poter continuare a costruire e ampliare il suo esercito interno.

Trump sembra particolarmente ossessionato dal Minnesota e da Minneapolis. Come mai?
«È ossessionato dagli stati e dalle città a maggioranza democratica e dalle città a maggioranza democratica. Il suo primo ciclo di attacchi è stato contro le città governate da sindaci neri, in particolare da donne nere. L’ossessione per il Minnesota è anche dovuta alla presenza del governatore Tim Walz (che ha appena annunciato che non si ricandiderà, ndr) e dal fatto che Minneapolis ha la più grande popolazione somala al di fuori di Mogadiscio. Questa comunità ha letteralmente rivitalizzato gran parte di Minneapolis, come si vede molto bene da interi quartieri commerciali che sono stati riportati in vita dai loro investimenti. Il problema è che si tratta di cittadini di origine africana, musulmani, rifugiati e tendono ad avere un reddito basso. Tutte cose che Trump detesta. Quello che però le operazioni dell’Ice stanno scoprendo è che molta della popolazione somala è naturalizzata, sono cittadini americani o sono immigrati con regolare permesso di soggiorno. Per questo negli ultimi giorni l’attenzione degli agenti si è rivolta alle persone di origine latinoamericana di Minneapolis, con retate indiscriminate e violente. Ci sono stati casi di arresti di cittadini statunitensi solo perché sembravano messicani o sudamericani».

Sta dicendo che la motivazione di queste operazioni è fondamentalmente razzista?
«La prova è che l’Ice non dà la caccia a immigrati canadesi o europei. L’obiettivo è la distruzione delle comunità di colore, che siano immigrati o meno».

Prima con l’uccisione di George Floyd nel 2020 e ora con quella di Renee Good, Minneapolis è al centro della cronaca, ma soprattutto della protesta. Cosa rende i cittadini così sensibili e pronti a scendere in piazza?
«Più che in altri luoghi gli abitanti del Minnesota di fronte alle difficoltà, alle avversità e alle sfide, mostrano una determinazione incredibile a unirsi e a trovare soluzioni che proteggano tutti. C'è una lunga tradizione civica e credo sia anche dovuta alla durezza del clima e al fatto che storicamente le persone abbiano dovuto fare affidamento l'una sull'altra per sopravvivere all'inverno. Oggi, nonostante il riscaldamento e le comodità, qualcosa di ciò è rimasto. Molti dei bianchi del Minnesota provengono dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla Germania e dall’Irlanda. Si tratta di popolazioni che, ancor prima del loro arrivo qui, avevano un'etica basata sul duro lavoro e sulla collaborazione, etica che hanno portato con sé. Oltre a questo, c’è stato l’innesto con le culture indigene che hanno plasmato la cultura e dato vita a una atmosfera particolare. Ancora oggi ci sono culture native molto vivaci e fiorenti in Minnesota e c’è un senso di collaborazione per il bene comune molto forte».

Trump ha anche disprezzo per le politiche dello stato?
«È il "Miracolo del Minnesota”, una legislazione statale innovativa che ha permesso di raccogliere le risorse e ridistribuirle per il bene di tutti attraverso diverse modalità. Uno di questi strumenti era il cosiddetto "aiuto ai governi locali". Il modo in cui abbiamo finanziato le scuole è un altro esempio. La convinzione è che se utilizziamo le nostre risorse per garantire il benessere comune, allora tutti staranno meglio. Paul Wellstone, ex senatore degli Stati Uniti, ripeteva sempre: "Stiamo tutti meglio quando stiamo tutti meglio". È anche vero che negli ultimi 15-20 anni è diventato uno stato politicamente più equilibrato, non nettamente schierato né con i democratici né con i repubblicani».

Trump spera di far diventare Minnesota uno stato repubblicano?
«Non so se pensi di vincerlo, sicuramente vuole punirlo. Penso che abbia un doppio obiettivo. Da una parte sperimentare diversi mezzi marziali e militari per controllare le persone e le comunità con un piano a lungo termine, con gli occhi puntati sul 2028. L'altro aspetto è che sta mettendo in pratica queste strategie in luoghi che comunque vuole punire. Se uno stato o una città non lo hanno sostenuto, allora tanto vale usarli come esperimento, come un laboratorio punitivo per mettere in atto alcuni dei peggiori comportamenti governativi possibili».

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