giovedì 29 gennaio 2026

LE FESTE DI TRUMP. RODOTA' M.L . Quell’America impazzita per le feste a tema, LA STAMPA, 25.01.2026

 o odio le feste a tema» è una frase aggressiva buffa, tipo “io li odio i nazisti dell’Illinois”, e un tempo le due cose venivano trattate come idiosincrasie innocue. Poi si è scoperto che ci sono nazisti in Illinois, e che le loro guide politico-culturali fanno feste a tema. Per dire: Donald Trump, benché ormai ottantenne, sembra farne una al mese. La penultima era a tema Grande Gatsby. In quella della settimana scorsa gli ospiti – signore in lungo – dovevano mettersi una testa d’animale; una cosa tra Eyes Wide Shut per pet players (gente che fa sesso indossando la testa dell’animale preferito) e un horror visionario e patinato. Per carità, la maggioranza dei partecipanti alle feste a tema crede nella democrazia. Certo, obbligare gruppi di umani a vestirsi da idioti tutti insieme è tipico dei regimi totalitari.



Di sicuro, la festa a tema è divisiva. C’è gente che gioisce a ogni invito, pianifica e investe nei costumi, si arrabbia con amici e partner che sono contrari. I contrari si vergognavano a mascherarsi già a sette anni. Da grandi, hanno legato il loro destino a coniugi e compagnie festaiole, vanno per non far polemica. Sono persone che non amano farsi notare, e però spiccano tra gli ospiti perché sono vestiti normali. E non accolgono con piacere le notizie che arrivano dagli Stati Uniti. Per dire, che le feste a tema vanno moltissimo di moda, tra i ricchi e ricchissimi. Il settimanale New York ci ha fatto su un’inchiesta, con intervistati che spiegano: «Non si può più solo dare una festa. Tutti voglio un’esperienza, come uno show di Broadway in cui gli ospiti vengono trasportati in un mondo diverso e devono vestirsi per l’occasione».

E non è semplice come alle feste italiane, dove i temi, sono semplici, anni Settanta, anni Ottanta, kitsch pop camp di tutti i tempi: «Un weekend siamo Barbie e Ken, un altro siamo in un western, un altro è la disco. Ci siamo fatti un armadio di costumi», racconta un mondano di Manhattan. Si racconta di feste anni Venti, feste a tema romanzo giallo, cowboy nello spazio, Real Housewives in gita ad Aspen, e via specializzandosi. C’è chi dà la colpa alla pandemia, «la gente è impazzita e vuole che tutto sembri una vacanza», chi alla noia, «altrimenti si andrebbe sempre negli stessi quattro ristoranti, le stesse quattro coppie, a parlare di bambini e vacanze. Le feste a tema smuovono le acque». Ci sono altri modi, ma vabbè


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